“Chiamatelo decreto salva-Italia”
Così il premier Mario Monti ha definito la dura manovra da 30 miliardi (circa 20 sono di correzione) varata dal suo Governo. Secondo il presidente del Consiglio questo intervento è l’unico modo per non far precipitare l’Italia, ma è anche più equo di quanto non sia stato dipinto perché non è di sole tasse e non colpisce i soliti noti.
Si poteva fare meglio? «Certamente, sì. Se solo ci fosse stato più tempo», è la risposta del ministro dei Rapporti con il Parlamento, Pietro Giarda. «La crisi chiedeva un intervento rapido, e in 18 giorni questo Governo non poteva fare di più, non doveva fare di più», per il presidente Monti. E infatti il capito “mercato del lavoro” è stato rinviato alle prossime settimane. Non è materia di decreto. Allora, e solo allora, le parti sociali avranno maggior voce in capitolo.
Questa manovra è invece tutta di Monti e del suo dicastero tecnico. Il presidente del Consiglio se ne assume intera la responsabilità politica, non escludendo la possibilità di porre il “voto di fiducia” sulla ratifica del decreto da parte del Parlamento. Un tempo, qualcuno disse: «Qui, o si fa l’Italia o si muore». Per il governo Monti è lo stesso.
Vediamo ora i principali contenuti della manovra di risanamento.
PENSIONI
Dal 2018 tutti in pensione a 66 anni. Con il metodo contributivo
Metodo contributivo per tutti, aumento dell’età di vecchiaia per le donne del settore privato, abolizione delle finestre mobili (e assorbimento di questi periodi nell’età effettiva di pensionamento), aumento delle aliquote sugli autonomi ma soprattutto una sforbiciata alle pensioni di anzianità. A queste misure si aggiunge il blocco della rivalutazione delle pensioni rispetto all’inflazione per il biennio 2012-2013 con l' esclusione dei trattamenti sino a 953 euro. Queste le principali misure. Donne. Si accelera sull’aumento dell’età di vecchiaia delle donne dipendenti del settore privato. Dal 2012 andranno in pensione a 63 anni mentre entro il 2018 saranno a quota 66 come gli uomini (l’età salirà a 64 nel 2014, 65 nel 2016) e le donne del settore pubblico (a 66 anni dal 2012). Stangata su anzianità. Sono abolite le cosiddette quote (età più contributi) e per i dipendenti dal 2012 sarà possibile uscire dal lavoro in anticipo rispetto all’età di vecchiaia solo con almeno 41 anni di contributi per le donne e 42 per gli uomini. Per gli autonomi si andrà in pensione prima dell’età di vecchiaia con 41 anni e mezzo di contributi per le donne e 42 e mezzo per gli uomini. Blocco rivalutazione delle pensioni oltre 953 euro al mese. Le pensioni in essere saranno congelate per il 2012 e il 2013 rispetto all’inflazione. Saranno salve solo quelle fino a 953 euro che avranno la rivalutazione piena.
IRPEF
Nessun aumento delle aliquote. La palla passa alle Regioni
Alla fine il governo Monti ha deciso di non ritoccare l’Irpef. Cioè di non alzare le tasse sul reddito. Nei giorni scorsi sono state fatte molte ipotesi e sembrava sicuro l’aumento delle imposte prima sui redditi sopra i 55 mila euro poi su quelli oltre i 75.000 euro. Niente di tutto questo. Ma ora la palla passa alle Regioni. Infatti nella manovra per le Regioni è previsto un aumento dell’aliquota addizionale Irpef dallo 0,9% all’1,23%. Ci sarebbe in ogni caso un’opzione, rivolta a chi riduce la spesa sanitaria, di applicare l’aumento solo parzialmente ma indicando qual è il risparmio prodotto dalla riduzione. Il ministro Giarda ha spiegato: il mancato aumento Irpef è stato «compensato con il tentativo di aumentare la partecipazione delle persone fisiche alla spesa sanitaria. Viene leggermente aumentata l’addizionale Irpef con corrispondente diminuzione dei trasferimenti alle Regioni».
LOTTA ALL’EVASIONE
Soglia di tracciabilità a 1.000 euro. Stop agli stipendi in contanti
La soglia per la tracciabilità è stata fissata a 1.000 euro. Questo strumento dovrebbe consentire una maggiore lotta all’evasione. Verrà introdotto un regime tributario premiale per chi invia tutti i propri dati all’Agenzia delle Entrate attraverso canali telematici. Le imprese che rispetteranno queste regole, aprendo di fatto alla trasparenza i propri conti, potranno applicare gli attuali «regimi speciali» e godrebbero anche di qualche agevolazione negli accertamenti attraverso gli studi di settore. Ma non è tutto. Gli stipendi, le pensioni e i compensi comunque corrisposti dalla pubblica amministrazione centrale e locale e dai loro enti, in via continuativa a prestatori d’opera e ogni altro tipo di emolumento a chiunque destinato, di importo superiore a cinquecento euro, debbono essere erogati con strumenti diversi dal denaro contante.
IVA
Aumenta di 2 punti ma a partire da metà 2012
Aumenta l’Iva, 2 punti percentuali, sia quella ordinaria al 21% (che arriverà al 23%) che quella agevolata al 10% (sarà al 12%). Ma dalla metà del 2012.
Ma non è tutto. Il gettito derivante dall’aumento dell’Iva sarà destinato ad interventi per le famiglie, che sono la «cellula fondamentale» della società. Si tratta di ipotetici «4 miliardi» derivanti dall’aumento del gettito e posti a copertura della clausola di salvaguardia. Il ministro per lo Sviluppo Corrado Passera ha invece annunciato interventi sull’Irap, che sarà defiscalizzata sulla parte attinente al costo del lavoro, e il supporto alle banche per il sostegno al credito delle Pmi. Inoltre un intervento sui patrimoni è previsto tramite il riaggiustamento dei bolli che si applicano sui conti correnti e il conto titoli.
ICI
Torna sulla prima casa e cambia nome. Rivalutazione delle rendite catastali
Arriva l’Imu, l’imposta municipale che di fatto sostituirà la vecchia Ici. Brutte notizie per i proprietari di immobili. Gli estimi catastali, infatti, saranno rivalutati del 60%. La prima casa sarà tassata al 4 per mille con una detrazione di 200 euro e possibilita' di un rincaro limitato a vantaggio dei comuni. Dalla seconda casa l’aliquota sarà del 7,6 per mille. Dal ritorno dell’Ici e dalle rivalutazioni catastali previsti dalla manovra, arriveranno 10-12 miliardi. E poi altre misure: «Interventi su beni di lusso (barche, aerei, auto) che affiancano l’Imu andranno a comporre in futuro la tassa Patrimoniale»; «taglio lineare su deduzioni fiscali per famiglie per 22 miliardi o intervento su Iva»; «previsto un ulteriore aumento dell’Iva del 2% per un importo di 16 miliardi, sempre per far fronte alla riforma fiscale nel 2013.
PROVINCE
Eliminate le giunte e diminuiti i consiglieri
«Non è nostro potere abolire le Province nel decreto odierno», ha spiegato Monti, ma nel provvedimento abbiamo «profondamente modificato le Province: abbiamo eliminato le giunte provinciali e c’è una drastica riduzione del numero consiglieri». Anche il comunicato del Consiglio dei Ministri spiega che «le Province vengono riportate alla funzione di organi di indirizzo e coordinamento. Vengono abolite le giunte, ridotti a 10 i consiglieri provinciali, e ridotte drasticamente le spese in funzioni già svolte da altri enti territoriali. «Il provvedimento, nei termini in cui lo ha illustrato il presidente Monti, è palesemente anticostituzionale», è stata la pronta replica dell’Unione province italiane, Giuseppe Castiglione: «Altro che dialogo e confronto. Il presidente Monti dimostra di non avere alcun rispetto per le istituzioni».
LUSSO
Superprelievo su elicotteri, aerei e auto. Tassa dell’1,5% per i capitali scudati
I capitali rientrati in Italia con lo scudo fiscale dovranno pagare un’imposta una tantum dell’1,5 per cento. In arrivo anche un superprelievo su auto di lusso, aerei ed elicotteri. Saranno sottoposte a tassazione anche le imbarcazioni. Dal 1° gennaio 2012, per le auto è dovuta un’addizionale erariale della tassa automobilistica, pari a 20 euro per ogni chilowatt di potenza del veicolo superiore a centosettanta chilowatt. Dal 1° maggio 2012le navi e imbarcazioni da diporto nazionali ed estere sono soggette al pagamento della tassa per ogni giorno o frazione di esso nella misura di: 7 euro giornalieri per le imbarcazioni da diporto di lunghezza da 10,01 metri a 12 metri; di 12 euro giornalieri per le imbarcazioni da 12,01 metri a 14 metri; di 40 euro giornalieri per le imbarcazioni da 14,01 a 17 metri.
CONTROLLI
«Tagliate» le agevolazioni fiscali e sempre soggette all’Isee
Cambiano le norme anche per le agevolazioni fiscali. Il governo Monti ha deciso un giro di vite. Tutte le agevolazioni fiscali e i benefici assistenziali saranno soggetti all’Isee, l’Indicatore della situazione economica equivalente, e oltre una certa soglia di reddito non saranno più concessi. È quanto prevede la manovra del consiglio dei ministri. Sarà un decreto di natura non regolamentare del presidente del Consiglio dei ministri da emanare previo parere delle commissioni parlamentari competenti entro il 31 maggio 2012 a stabilire la revisione delle modalità di determinazione dell’Isee. A rischio quindi assegni per gli asili nido, esenzioni per le tasse <WC1>universitari e altri tipi di regimi agevolati. I risparmi derivanti dalla misura saranno riassegnati al fondo per le politiche sociali per essere destinati a interventi a favore di famiglie numerose, donne e giovani.
FINANZA
Lo Stato garantirà le banche su passività e bond
La vecchia lira arriva in soccorso dell’euro. Le banconote e le monete in lire ancora in circolazione si prescrivono a favore dell’Erario con decorrenza immediata per essere riassegnate al Fondo ammortamento dei titoli di Stato. La manovra stabilisce anche che lo Stato potrà garantire le passività delle banche italiane e sulle loro obbligazioni, dopo una valutazione da parte della Banca d’Italia che stabilirà l’adeguatezza patrimoniale della banca richiedente. La garanzia dello Stato sarà concessa sulle passività delle banche italiane, con scadenza da tre mesi fino a cinque anni o, a partire dal 1° gennaio 2012, a sette anni per le obbligazioni bancarie garantite. La garanzia dello Stato è incondizionata, irrevocabile e a prima richiesta. L’ammontare delle garanzie è limitata a quanto necessario per ripristinare la capacità di finanziamento a medio-lungo termine delle banche .
(A. M.)










