Adoriamo un lunedì del tutto speciale

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Luca Bortoli
Pier Giorgio Frassati. L’amore incondizionato per le alte vette, le scorribande domenicali con “lestofanti” e “lestofantesse”, la passione per la marmellata di castagne e le carnevalate al pensionato cattolico: «mangiata di paste tutto gratis persino le paste e il tè oltre l'allegria» (Dalla lettera alla madre e alla sorella, 21 febbraio 1922).
Sono passati ottantasei anni dalla morte di Pier Giorgio Frassati. Per ogni giovane di AC il 4 luglio è un giorno speciale: si ricorda un patrono che ha i tratti dell’amico, si prega un beato che, oltre alla festa, ha santificato il lunedì, il martedì, il mercoledì…
«Tu mi domandi se sono allegro; e come non potrei esserlo? finché la Fede mi darà forza sempre allegro! ogni cattolico non può non essere allegro: la tristezza dev'essere bandita dagli animi cattolici», scriveva Pier Giorgio alla sorella, quattro mesi prima di morire a 24 anni. Ebbene, è questa è la prima parte della sua eredità. Pier Giorgio ha fermato con l’inchiostro il tratto fondamentale dell’animo di tutti quei giovani che crescono nella fede e nell’amore per la Chiesa all’interno dei gruppi associativi, nelle parrocchie e nelle diocesi. Ha descritto perfettamente la gioia, l’entusiasmo, lo stare in Dio, che guida l’ordinarietà, la quotidianità di un cammino sempre condiviso. Qui si radica la testimonianza vera e lucente di tanti tanti giovanissimi e giovani che ogni giorno si recano a scuola, all’università, al lavoro con Gesù fisso nel cuore.
Pier Giorgio trascorreva ore in preghiera: nelle chiese della sua Torino, andando all’università, nel santuario di Oropa d’estate, quando le vacanze lo portavano a Pollone, col suo lungo rosario da terziario domenicano tra le mani. La preghiera, altra componente della sua eredità, sosteneva costantemente un progetto di vita limpido: diventare ingegnere minerario per affiancare un’umanità dalla vita durissima: i minatori.
E nell’attesa di realizzarsi ogni giorno dai “suoi” poveri, a cui dava tutto ciò che aveva, e anche qualcosa in più. La carità, terzo elemento, come materia prima per un cristiano vero, completo.
Pier Giorgio non ha atteso. Ha capito che ogni momento è quello buono per agire e che per Gesù vale la pena lottare. L’ha fatto ogni singolo giorno della sua breve vita e così l’ha dilatata per sempre. Oggi più che mai ci ricorda che «vivacchiare» davvero non ha senso, che l’esistenza va presa a piene mani e vissuta in pienezza.
Adoriamo questo lunedì, con un pensiero particolare a chi ci veglia da lassù.
 

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