Più sicurezza sul lavoro

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Giuseppe Patta
A fronte di un argomento sicuramente difficile come quello della sicurezza sul lavoro (con tutte le conseguenze anche umane di cui è portatore), è giusto segnalare i dati resi noti dall’Inail nei giorni scorsi. Infatti, si conferma la positiva tendenza al ribasso del numero dei decessi sul posto di lavoro: nel 2010 sono stati 980 (meno 6,9% rispetto ai 1.053 del 2009), realizzando il nuovo minimo storico dal dopoguerra ad oggi. Complessivamente, ancora, calano anche gli infortuni in generale: lo scorso anno sono stati poco più di 775.000 (40.000 in meno al 2009).
Si tratta di dati importanti che vengono pubblicati negli stessi giorni della cosiddetta sentenza “Saras” (la raffineria dove, il 26 maggio 2009, persero la vita in un incidente tre operai: Gigi Solinas, Daniele Melis e Bruno Muntoni), nella quale si ribadisce la responsabilità di chi dirige un’azienda nel caso di sinistri sul lavoro (come a dire che non si può morire per caso).
Ci piace pensare, pertanto, ad una sorta di ideale collegamento tra gli ambienti di lavoro, dove, con evidenza, sta prendendo sempre più piede una forte sensibilità per la sicurezza da parte dei datori e degli stessi lavoratori (sempre più consapevoli dei rischi potenziali e della necessità delle varie misure di protezione) e, d’altro lato, le aule dei tribunali, dove si sta affermando un orientamento che mira con forza alla salvaguardia del lavoratore (con grande partecipazione, non a caso, si attende la conclusione del processo nei confronti della multinazionale dell’amianto Eternit, che porta con sé il suo carico di tremila morti sul lavoro ed un numero non precisato di altri decessi).
In attesa di pervenire alla realizzazione effettiva della tutela integrata e globale del lavoratore, comunque, resta il fatto strutturale della diminuzione degli infortuni e l’interrogativo su quale contributo si possa eventualmente offrire, anche come Azione Cattolica.
Il pensiero, allora, va all’iniziativa (peraltro premiata nell’ambito della Progettazione Sociale) del Mlac di Potenza che, con il suo “Elmettilo”, ha affettivamente realizzato un’opera di sensibilizzazione presso i bambini e ragazzi delle scuole elementari locali, coinvolgendo, di riflesso, anche gli insegnanti ed i loro genitori. Un progetto di per sé semplice e forse proprio per questo apprezzato dagli stessi alunni (e cofinanziato dalla stessa Inail) che ha aperto alla conoscenza di un problema come quello della sicurezza sul lavoro, cercando di stimolare una logica di prevenzione.
Di qui, in conclusione, la proposta alle Ac diocesane interessate, di mettere in campo tanti “elmettilo” nei propri territori di appartenenza, affinché anche la nostra associazione possa offrire il suo prezioso contributo, perché, per conseguire risultati ancora più soddisfacenti, è indispensabile puntare sulla diffusione capillare e mirata delle azioni di prevenzione. 
 

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