Ad Ancona, per celebrare l'Eucarestia

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+ Domenico Sigalini
Il centro della nostra vita cristiana, pur immersi nei grandi problemi del mondo, nella coscienza di una crisi difficile da superare, condividendo con le nostre continue solidarietà, semplici, ma vere e utili quello che siamo e abbiamo, è sempre l’Eucaristia. È il senso del nostro vivere da credenti, è la compagnia mai interrotta dell’amore di Gesù donato fino all’ultima goccia, è la forza per affrontare ogni deserto e ogni afflizione, ogni scoraggiamento e ogni fallimento, è il dono che ogni domenica la Chiesa offre al mondo intero e ne conserva la memoria in ogni comunità cristiana, come luce che irradia speranza e vita.
E iniziato il cammino preparatorio del XXV Congresso Eucaristico Nazionale, che si svolgerà ad Ancona dal 4 all’11 settembre 2011, e a cui parteciperà Benedetto XVI. Sarà un ottimo appuntamento per rivedersi per i giovani che rientrano dalla GMG di Madrid. Un congresso è una chiamata a raccolta, un’espressione pubblica della nostra fede, una primavera della vita spirituale, un messaggio, una proposta coraggiosa del cuore della vita cristiana, un richiamo a tutti i credenti a ritrovare il perno attorno al quale deve ruotare ogni espressione del nostro vivere da cristiani. Non è una tattica di persuasione, non è un discorso intellettuale, non è una devozione, ma un’adorazione, in cui l’uomo ritrova il suo posto e Dio lo incontra con la sua grazia.
La partecipazione a questo evento ha bisogno di una lunga preparazione, di tante ore di adorazione nelle nostre piccole o grandi comunità e chiese, di un progetto che sviluppa la conoscenza del mistero, tanto più che l’adorazione eucaristica sta sempre più tornando ad essere una buona pratica per tante comunità cristiane, che sviluppano di conseguenze tante opere di carità e di solidarietà, come indica quel pane spezzato e quel vino versato. Strumenti utili sono già a disposizione da tempo. Si tratta solo di usarli con un minimo di progettualità.
So che molte associazioni di Azione Cattolica praticano l’adorazione mensile, i ragazzi dell’ACR sono aiutati a fare una visita in Chiesa, prima o dopo l’incontro di gruppo, i giovani sanno stare lunghe ore in silenzio in adorazione; a Spello l’adorazione quotidiana farà parte della spiritualità laicale che vi si insegna. Mettere al centro l’Eucaristia è per noi una necessità, un obbligo che abbiamo verso di noi, per radicarci nell’essenziale della nostra vita e verso la gente e per riportarla a pensare su qual è il cuore della fede.
Siamo grati ai preti che ogni giorno ci dicono: cari fedeli, abbiate pietà di noi, ma in una cosa non vi deludiamo: Cristo ve lo presentiamo sempre, ogni giorno, ogni domenica: la salvezza è Lui. Potremmo essere anche meno orsi, più affabili, più generosi, meno litigiosi, più dedicati, più preparati culturalmente (quante cose dobbiamo farci perdonare!), ma su questo siamo fieri di essere con voi tutti i giorni per non farvi mancare la misura dell’amore di Dio. A noi questa misura dà forza e coraggio di testimoniare la nostra fede nella vita quotidiana.
 

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