I gemellaggi con le Chiese del mondo, una grande occasione di crescita
A gennaio si è svolto il seminario dei rapporti internazionali. Una sintesi e un invito ad "osare" di Chiara Finocchietti, perché lo scambio con i cristiani di altre terre possa essere un'occasione di formazione culturale e spirituale
Annuncio, incontro, relazione, reciprocità, servizio, amicizia, fraternità, sobrietà… l’impegno internazionale dell’Ac potrebbe essere descritto da queste parole. Un impegno che in quasi 50 diocesi italiane si traduce in un gemellaggio con la Chiesa di un altro paese del mondo, in particolare attraverso le Ac che aderiscono al Fiac, dalla Birmania alla Romania, dalla Bulgaria al Kenya. Tutti poi siamo chiamati ad esprimere in varie forme amore e solidarietà alla Terra Santa, a camminare con i cristiani che la custodiscono.
Il legame è stretto in particolare con le diocesi della Bosnia Erzegovina e dell’Albania, un legame cresciuto e rafforzatosi nel corso degli anni per le iniziative di sostegno che l’Ac tutta ha rivolto a questi paesi a partire rispettivamente dal conflitto degli anni 90 con l’iniziativa “mi smos vama”, e dalla fine del regime totalitario nel ’92 con il progetto Ac-Albania. Curare la dimensione internazionale significa però non solo gemellaggi, ma anche progetti di solidarietà e una sensibilità continua su questo tema nei percorsi di formazione ordinari. La dimensione internazionale è parte costitutiva del nostro essere cristiani e soci di Azione Cattolica, laici a servizio della chiesa locale e universale. Su questi temi e sulle modalità per promuovere questa attenzione tra tutte le diocesi e le associazioni di Ac si sono confrontati a Roma i partecipanti del seminario sui rapporti internazionali che si è svolto lo scorso fine settimana del 21-22 gennaio.










