In un volume i 100 anni dell'Ac marsicana

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Pubblicato il testo che ripercorre i cento anni dell'Ac di Avezzano. Paolo Acanfora per Segno (n.2-3/2012)

Il 2011 è stato senza dubbio un anno caratterizzato dalle celebrazioni e dai festeggiamenti in memoria del centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia. Celebrazioni che, in modo più o meno acceso, hanno coinvolto l’intera società civile e con essa, naturalmente, il mondo cattolico italiano, il quale si è peraltro proposto con un proprio specifico profilo celebrativo. Ma accanto alle manifestazioni per un anniversario così importante ci sono state altre ricorrenze, per certi aspetti “minori” ma che, in un certo senso, possiamo considerare come particolari espressioni di quell’unico grande affresco. Tra queste vi sono i cento anni dell’Azione cattolica della diocesi dei Marsi. Un anniversario peraltro importante per la comunità cattolica marsicana. Un secolo di attività sociale e religiosa sul territorio che racconta, da un punto di vista particolare, i non facili ultimi cento anni di storia italiana.

Due giovani che hanno militato a lungo nelle file dell’Azione cattolica diocesana, ne hanno tratteggiato un sintetico profilo in un breve volume: Claudia Di Biase-Enrico Michetti, Accento nella storia. 100 anni di Azione cattolica dei Marsi. Una storia cominciata il 6 novembre del 1911 quando, su iniziativa di mons. Pio Bagnoli (vescovo dei Marsi), viene fondata ad Avezzano la prima direzione diocesana di Azione cattolica.

Il piccolo volume contiene degli accenni ai momenti salienti della storia nazionale, che permettono di contestualizzare le diverse fasi evolutive dell’associazione sul territorio: da quella pre-fondativa agli anni del primo decennio del duemila, passando per le due drammatiche guerre mondiali e i profondi cambiamenti del Concilio vaticano II. Questo consente di seguire le dinamiche diocesane, con i diversi cambiamenti a livello dirigenziale (puntualmente registrati) e lo svilupparsi della dimensione associativa, senza perdere il necessario riferimento al quadro nazionale.

Un appendice con tutti i consigli diocesani dal 1970 al 2011, offre un quadro completo degli uomini e delle donne impegnate nelle vicende associative.
L’intento dei due autori è di valorizzare l’associazione come un grande movimento popolare di cultura religiosa, come luogo di formazione delle giovani generazioni. Da qui la centralità delle figure educatrici, sia preti che laici, che ne hanno segnato il corso. Da qui l’importanza assegnata al “bene comune” come categoria centrale tanto sul piano territoriale, ai diversi livelli, nel senso di un prendersi cura del contesto in cui si vive e si opera, quanto sul piano della piena realizzazione della propria umanità. Cura del territorio, centralità della persona, rispetto delle istituzioni diventano così aspetti diversi di un unico obiettivo.

Una storia particolare raccontata con il fine di recuperare una tradizione e di narrarla per operare nel futuro.

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