Valore legale del titolo di studio - nota della Fuci

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Nota della presidenza nazionale Fuci sull'apertura, da parte del governo, di una "consultazione pubblica" per decidere sull'abolizione o mantenimento del valore legale del titolo di studio
 
Ufficio stampa Fuci
 
Alla luce delle dichiarazioni rilasciate dal presidente del Consiglio Mario Monti nella conferenza stampa di venerdì 27 gennaio, sul tema dell’abolizione del valore legale del titolo di studio, come Fuci esprimiamo il nostro apprezzamento per la decisione di rimandare ad una consultazione pubblica il confronto su un tema così importante per il nostro sistema universitario. Condividiamo inoltre lo stile scelto dal presidente Monti nell’accostarsi a tale questione senza ideologismi di sorta.
 
Come Federazione di universitari cattolici, con una storia più che centenaria, riteniamo importante discutere insieme circa le positività di un futuro intervento in tal senso, a condizione che tale provvedimento sia orientato alla rivalutazione di quegli elementi che sono fondamentali per riqualificare il nostro sistema universitario: concorrenza, eccellenza, maggiore interazione tra università e mondo del lavoro, competitività e internazionalizzazione.
 
Auspichiamo che l’abolizione del valore legale, unita ad un sistema di valutazione delle università fondato su criteri chiari e trasparenti, possa essere un’opportunità per rilanciare una concorrenza al rialzo tra i vari atenei italiani, che saranno chiamati a migliorare e a differenziare le rispettive offerte formative e prospettive di ricerca.
 
Riteniamo inoltre che il suddetto intervento possa disincentivare tutte quelle modalità di acquisizione del titolo di studio che non prevedono un reale percorso universitario e formativo, sul modello delle università telematiche.
 
Una decisione in tal senso, se supportata da politiche d’incentivo appropriate, potrebbe favorire peraltro la creazione di poli di eccellenza nell’ambito della ricerca, con lo scopo di aumentare la competitività delle università italiane al livello europeo e internazionale, così da acquisire una maggiore capacità attrattiva nei confronti degli studenti stranieri.
 
Senza considerare che un tale provvedimento renderebbe più agevole e immediato il rapporto di scambio tra l’università e il mondo del lavoro, fornendo agli studenti prospettive concrete in vista delle quali impegnarsi seriamente negli studi universitari e garantendo una maggiore valorizzazione delle dinamiche premiali del merito nel settore pubblico, parimenti a quanto accade già nel settore privato.
 
E’ bene però ricordare che tale provvedimento deve necessariamente inserirsi in un progetto più ampio, che tenga conto di alcuni aspetti fondamentali per la realizzazione di cambiamenti di cui il nostro sistema universitario ha bisogno.
In vista di ciò, questo progetto non può prescindere da interventi volti a rendere effettivo il diritto allo studio tutelato dalla nostra Carta Costituzionale, garantendo un maggior numero ed una maggiore consistenza economica delle borse di studio, fornendo strutture adeguate alla permanenza degli studenti e rendendo effettivamente accessibile a tutti la facoltà di scegliere l’eccellenza.
 
Chiediamo per questo al ministro Profumo, come già annunciato dal presidente del Consiglio, di aprire un tavolo di confronto per condividere con tutte le associazioni universitarie, anche prive di rappresentanza politica in università, le positività di tale provvedimento in materia di eccellenza e di competitività degli atenei italiani, ma anche per discutere insieme di un progetto più ampio che includa la rivalutazione del merito e dell’eccellenza e la previsione di riforme in materia di formazione universitaria e di diritto allo studio.
 
Roma, 28 gennaio 2012
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